Le Organizzazioni Non Profit

Negli ultimi anni, si è aperto un nuovo filone occupazionale, in via di rapida espansione, riferito alle attività associative. Le attività associative, nelle loro diverse forme (associazioni, fondazioni, comitati, società cooperative), più che ad una categoria economica corrispondono ad un concetto giuridico.

Secondo il Codice Civile, le forme giuridiche dell’associazionismo consistono in un “complesso organizzato di persone e di beni, rivolto ad uno scopo, di natura ideale, non economica”.
Le Organizzazioni Non Profi t (ONP) possono ricavare dalla loro attività il reddito necessario a remunerare il lavoro di chi vi opera, accompagnando alla produzione la vendita dei beni e dei servizi realizzati, ma senza scopo di lucro, cioè di guadagno. Le attività e le organizzazioni che rientrano nell’area del non profit risultano fra loro diverse per prodotti, tecnologie e mercati. Si può quindi affermare che le attività associative non si caratterizzano per il settore d’appartenenza, ma per il perseguimento di fi nalità, la tutela di interessi e il soddisfacimento di bisogni, riconducibili ad aspetti di “bene comune”.

Il settore del non profit può essere, sinteticamente descritto secondo:

  • la finalità della missione o lo scopo istituzionale dell’ONP;
  • le fonti di finanziamento;
  • il profi lo giuridico;
  • le aree economiche di intervento.

Classificazione giuridica delle ONP

Tra le principali tipologie di Organizzazioni Non Profit ricordiamo le seguenti.

1. ONLUS – Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (D. Lgs. n. 460 del 4/12/1997)

Associazioni di carattere privato, che svolgono attività di utilità sociale rivolte alla collettività nei settori dell’assistenza, beneficenza, cooperazione allo sviluppo, istruzione, ecc., rivolte a persone in situazioni di svantaggio fisico o psichico,
economico, sociale o familiare, o a collettività estere, al fi ne di rendere loro un beneficio.

2. ONG – Organizzazione non governativa (legge 49/87)

Forma di volontariato internazionale che svolge attività di cooperazione allo sviluppo in favore delle popolazioni del Terzo Mondo. Riguarda prevalentemente i settori sanità, agricoltura, istruzione (soprattutto professionale), animazione sociale.

3. ODV – Organizzazioni di volontariato (legge n. 266 dell’11 agosto 1991)

Attività di volontariato prestate in modo personale, spontaneo e gratuito all’interno di un’organizzazione ed esclusivamente per fini di solidarietà. Momento qualificante di tali prestazioni è la finalità altruistica che scaturisce da un contratto atipico di lavoro gratuito in cui ci si limita al rimborso spese.

4. Associazioni di promozione sociale (legge n. 383 del 7 dicembre 2000)

Enti le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’Interno, come quelle storiche quali Acli, Arci, Endas... Sono assimilabili alle Onlus.

5. Cooperativa sociale (legge 381/91)

La cooperativa sociale opera nell’interesse generale della comunità, mediante la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini, con la gestione di servizi socio-sanitari e l’integrazione dei lavoratori svantaggiati nelle proprie attività produttive.

6. Fondazione e fondazione bancaria (legge 218/90 – decreto 356/90)

La fondazione (es. FAI, Fondo per l’ambiente italiano) è un’istituzione intermedia fra cittadino e Stato a cui possono dare vita persone fisiche o giuridiche, conferendo un patrimonio vincolato al perseguimento di uno scopo istituzionale di pubblica utilità o comunque altruistico. Una particolare tipologia di fondazioni è quella della fondazione bancaria, che ha fi ni di interesse pubblico o utilità sociale nella ricerca scientifica, nell’istruzione, nell’arte e nella sanità, consentendo di mantenere le originarie finalità di assistenza alle categorie sociali deboli.