I cambiamenti climatici

Negli ultimi anni si sono succedute, a ritmo crescente, continue emergenze locali, nazionali e planetarie sul degrado ambientale. Amplificate dall’attenzione dei mezzi di informazione e dalle campagne di associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Legambiente, Greenpeace, ecc.), tali emergenze contribuiscono alla formazione di una coscienza ambientalista di tutti noi, affinché siamo più responsabili e rispettosi del mondo in cui viviamo.

 

Molti sono i pericoli per l’ambiente e, in quasi tutte le situazioni, anche il nostro comportamento può contribuire a ridurre o aggravare tali pericoli. La tecnologia è una delle grandi imputate del degrado ambientale: al tempo stesso, però, essa è in grado di contribuire alla soluzione dei problemi più gravi e alla eliminazione delle situazioni di rischio ambientale. In particolare, il tema dei cambiamenti climatici è sempre più al centro dell’attenzione della comunità scientifica, dei dibattiti politici e dell’opinione pubblica. Il riscaldamento globale è un fenomeno ormai accertato, ed è molto probabile che la causa principale siano le emissioni di gas serra dovute alle attività dell’uomo.

Che cos’è il clima?

Per clima, a livello globale, deve intendersi lo stato di equilibrio energetico tra il flusso totale di energia entrante sul nostro pianeta (quasi totalmente costituita da energia solare) e il flusso totale di energia uscente dal nostro pianeta, che è, in parte, radiazione solare riflessa dall’atmosfera, dal suolo e dalle nubi e, in parte, energia emessa o irraggiata dalla Terra nel suo insieme.

Questo equilibrio viene minacciato dall’introduzione nel sistema di sostanze aggiuntive, quali i gas serra, che nel loro complesso aumentano la capacità termica del nostro pianeta, la capacità, cioè, di trattenere, sulla superficie terrestre, calore ed energia aggiuntiva. Pertanto, tutto il sistema tende a raggiungere nuovi equilibri e quindi il clima tende a cambiare. L’aumento della temperatura media globale negli ultimi decenni è un segno evidente dei cambiamenti climatici in corso. Rispetto ai valori climatici del periodo 1961-1999 l’Italia registra ad oggi un aumento medio di temperatura di circa 1,3°C.

Le emissioni di gas serra

Sono aumentate le emissioni provenienti dallo smaltimento dei rifiuti, dai processi industriali, dal settore residenziale e dei servizi e, soprattutto, quelle provenienti dalle industrie energetiche e dai trasporti, mentre si sono ridotte le emissioni delle industrie manifatturiere. Ne parleremo in dettaglio più avanti, nella parte dedicata all’inquinamento dell’aria.

Il riscaldamento globale

La nave di Greenpeace sorveglia la qualità delle acque del Mediterraneo.

Molti sistemi naturali stanno risentendo dei cambiamenti climatici regionali, in particolare degli aumenti della temperatura. Per l’Italia, la probabilità di impatto dei cambiamenti climatici più elevata riguarda le risorse idriche, la biodiversità e le foreste, i suoli, gli ambienti marino-costieri, le attività di agricoltura e pesca e il turismo. Gli scenari più catastrofici prevedono nel 2100 un innalzamento del livello del Mediterraneo di 38 cm. Le zone maggiormente a rischio sono le spiagge sabbiose senza dune; in particolare, per l’Italia, è a rischio la costa nord-adriatica, con le isole della laguna di Venezia.

La desertificazione

Anche i processi di desertificazione sono legati ai mutamenti climatici in atto, apportati dall’eccessivo sfruttamento e dalla gestione insostenibile delle risorse del suolo.