La classificazione dei rifiuti

Per la Legge italiana i rifiuti sono classificati, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

 

Rifiuti solidi urbani (RSU)

I rifiuti solidi urbani sono quelli provenienti dalle abitazioni e da altri insediamenti civili (scuole, uffici, ecc.);  quelli raccolti su strade e spazi pubblici; i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi pubbliche e private; i rifiuti ingombranti (vecchi mobili, elettrodomestici, ecc.). Una categoria particolare è quella dei rifiuti urbani pericolosi: pile e batterie, medicinali scaduti, prodotti pericolosietichettati con un simboloT” (Tossico) o “F” (Infiammabile).

Rifiuti speciali (RS)

I rifiuti speciali sono quelli derivati da lavorazioni industriali; da attività agricole, commerciali e artigianali; da demolizioni e scavi; dalla depurazione delle acque e dei fiumi; da veicoli a motore. Sono rifiuti speciali anche i rifiuti ospedalieri.

Rifiuti tossici e nocivi (RTN)

Si tratta di rifiuti speciali che contengono o sono contaminati da particolari sostanze, in concentrazione così elevata da costituire pericolo per la nostra salute (es. arsenico, mercurio, ecc.). Lo sviluppo economico ha portato, soprattutto nei paesi avanzati, ad un notevole aumento della produzione di rifiuti, anche pericolosi. Si calcola che nel 2003 ogni italiano abbia prodotto circa 516 kg di rifiuti (quasi 1,5 kg al giorno) per un totale nazionale di oltre 29.409.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani, la cui composizione varia in relazione alla zona di provenienza e alla stagione. (fonte: Osservatorio Nazionale sui RifiutiRapporto Rifiuti 2004). Ai rifiuti urbani vanno aggiunte circa 60.000.000 di tonnellate di rifiuti provenienti dalle attività industriali e 40.000.000 di tonnellate di rifiuti speciali. Complessivamente ogni anno vengono scartati in Italia circa 130 milioni di tonnellate di materiali.

L’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti

Per affrontare il problema dei rifiuti è stato istituito, nel 1997, l’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, presso il Ministero dellAmbiente. L’Osservatorio ha il compito di vigilare sulla gestione dei rifiuti, con particolare riguardo alla prevenzione della produzione, alla quantità e alla pericolosità dei rifiuti; all’efficacia e all’economicità dei metodi di smaltimento; alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente. In ogni singola provincia è inoltre attivo l’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti, che ha anche il compito di promuovere, nel suo territorio, comportamenti rispettosi dell’ambiente.