geometrico

Osserva l’immagine di un aereo in volo: le ali spiegate, piatte e piegate in punta, la fusoliera cilindrica appuntita a cono, i due blocchi tondeggianti dei motori, la coda trapezoidale con il timone che fende l’aria e stabilizza il volo. L’immagine prospettica è affascinante, ma non riesce a restituirci le effettive misure dei vari componenti del velivolo. Per questo si utilizzano le proiezioni ortogonali, un tipo di rappresentazione grafi ca indispensabile per svariati ambiti tecnologici.

II disegno strumentale comprende varie forme di espressione grafi ca (costruzioni geometriche, rappresentazioni grafi che e disegno tecnico), che hanno in comune la caratteristica di essere eseguite con strumenti idonei (riga, squadre, compasso, ecc.) e di seguire regole ben determinate.

L’assonometria è, di solito, lo strumento privilegiato di rappresentazione tecnica di pezzi meccanici. Le linee che la compongono sono parallele tra loro, secondo tre direzioni che danno i tre parametri: larghezza, altezza, lunghezza (profondità). È un sistema di rappresentazione grafica ben strutturato, adatto per rappresentare oggetti ma anche elementi architettonici, conservando per lo più invariate le dimensioni e fornendo all’osservatore il senso di tridimensionalità spaziale.

La prospettiva è la rappresentazione grafica che ci restituisce l’immagine più somigliante alla realtà. Sul foglio bidimensionale del disegno, infatti, le linee tracciate defi niscono volumi e spazio a tre dimensioni, in modo rigoroso dal punto di vista geometrico e, al tempo stesso, verosimigliante, nonostante la proiezione avvenga da un unico punto di vista, come se guardassimo con un occhio solo.

Assonometria significa ‘misura sugli assi’ perché, una volta individuate le proiezioni dei tre assi del triedro fondamentale sul quadro assonometrico, non resta altro da fare che riportare lungo gli assi le misure dell’oggetto da rappresentare e mandare le opportune linee parallele agli assi stessi, che andranno a formare la proiezione assonometrica. Ma come si ricavano le proiezioni degli assi?

Le trasformazioni isomorfiche sono quei movimenti nel piano che fanno conservare alla figura gli stessi angoli ma ne variano le dimensioni dei lati rispetto alla figura originale: sono l’omotetia e la similitudine.

Un piano può essere determinato da tre suoi punti qualsiasi, non allineati (T1, T2, T3), oppure da una retta e un punto del piano stesso: in questo secondo caso, il piano generico a, comunque inclinato, lascia sul P.O. e sul P.V. due tracce lineari, rispettivamente t1a e t2a, che si intersecano sulla L.T. Il punto O, proiezione di un generico punto X del piano sulla L.T., serve per ricostruire la posizione esatta del punto (X2), cioè della proiezione della traccia sul (P.V.). Nel disegno tridimensionale, per maggior evidenza, è stato inserito anche il P.L., con la relativa traccia t3a.

Le scritte ed altri elementi lineari e simbolici sono necessari nell’esecuzione dei disegni geometrici e tecnici, perché favoriscono una lettura più ordinata e completa. È importante, quindi, imparare ad eseguire una corretta scrittura in stampatello (maiuscolo e minuscolo) di lettere e numeri. Allo scopo, conviene svolgere adeguati esercizi di scrittura in stampatello sia maiuscolo che minuscolo.

Nelle vecchie enciclopedie e nei manuali dell’800 o del primo ‘900, troviamo spesso tavole riassuntive illustrate con disegni e incisioni di elementi architettonici, forme geometriche, costruzioni ornamentali e rappresentazioni grafi che di vario genere. Sono, per lo più, disegni piccoli, spesso affiancati tra loro per esigenze di spazio, con riferimenti al testo che è scritto con caratteri minuscoli...

Le proiezioni assonometriche sono proiezioni parallele, poiché il centro di proiezione è posto all’infinito e i raggi proiettanti sono paralleli fra loro. Tuttavia possono essere oblique od ortogonali, in relazione all’inclinazione che facciamo assumere ai raggi proiettanti rispetto al quadro assonometrico.