Dai calzari egizi al made in italy

L’uso di pelli di animali per coprirsi, per proteggere le estremità, per fabbricare tende e imbarcazioni risale alla più remota antichità. A quel tempo le pelli degli animali da preda, per poter essere utilizzate, venivano essiccate al sole e trattate successivamente con grasso animale...

L’uso di pelli di animali risale all’antichità 

L’uso di pelli di animali per coprirsi, per proteggere le estremità, per fabbricare tende e imbarcazioni risale alla più remota antichità. A quel tempo le pelli degli animali da preda, per poter essere utilizzate, venivano essiccate al sole e trattate successivamente con grasso animale. In alcuni casi venivano anche affumicate per favorirne la conservazione. Ancora oggi gli Eschimesi usano ingrassare e affumicare le pelli che vogliono conservare, mentre per le pelli di foca ricorrono alla masticazione, mediante la quale la pelle si imbeve e si impasta con grasso: questo la rende adatta anche alla costruzione di imbarcazioni (kayak) resistenti e durature.

I calzari dei soldati

Inizialmente, il cuoio fu usato quale materiale per calzature. I più antichi ritrovamenti egizi e babilonesi risalgono al 2500 a. C.: molti oggetti trovati nella Valle dei Re sono di qualità straordinaria e, grazie al clima asciutto, relativamente ben conservati. Per scrivere, oltre al papiro, gli Egizi usavano anche cuoio di colore chiaro, anticipando l’uso della pergamena. Il cuoio antico era molto diverso dal cuoio come lo intendiamo oggi, anche se già veniva sottoposto a un certo trattamento con potassa, calce viva ed estratti vegetali con effetto conciante. Il cuoio così fabbricato serviva prevalentemente per l’equipaggiamento degli eserciti. Più tardi le calzature vennero adottate anche dai civili, per cui furono influenzate dalla moda e rese più eleganti con ricami e intagli.

Nel Medioevo si afferma l’artigianato del cuoio

Nel Medioevo l’arte della lavorazione del cuoio, che era ancora praticata a livello domestico, si trasformò in artigianato autonomo: il pellame veniva largamente usato per le cose più diverse, come scarpe, berretti, giubbe, calzoni, armature. Fra il X e il XII secolo sorsero le prime corporazioni di artigiani del cuoio: le esperienze si tramandavano di padre in figlio e il progresso tecnico, nel settore, era determinato soltanto da scoperte casuali. Nell’immagine a sinistra osserviamo alcuni attrezzi per la lavorazione del cuoio, di origine medievale.

La nascita dell’industria conciaria

Autentici progressi si registrarono soltanto a partire dal XVIII secolo, con l’avvento della Rivoluzione Industriale. La ricerca sistematica di nuovi metodi e l’impiego di macchine resero possibile il graduale passaggio dall’artigianato all’industria conciaria. Oggi l’industria conciaria è strettamente legata al richiamo del made in Italy, soprattutto per abbigliamento, borse e calzature.. Nonostante l’Italia mantenga una posizione di rilievo nella produzione e nel commercio di cuoio e pelli (soprattutto nel settore delle calzature), la situazione attuale vede il comparto un po’ in crisi, per il fenomeno della globalizzazione, per l’utilizzo alternativo di materie plastiche, che imitano quasi alla perfezione il cuoio, e per le crescenti campagne degli animalisti che condannano soprattutto l’uso di pellicce animali.