Agricoltura, biotecnologie e ambiente

Nella maggior parte dei casi, l’agricoltura intensiva ha imposto il suo volto, cancellando ogni traccia dell’ambiente naturale preesistente e sconvolgendo gli equilibri ecologici con l’uso massiccio di concimi, diserbanti chimici e fitofarmaci.

È per questo che da qualche anno si richiama ad un maggior controllo nell’uso dei composti chimici e si auspica un ritorno ad una agricoltura biologica, senza l’intervento della chimica. D’altra parte, la FAO (Food and Agriculture Organisation, l’organismo delle Nazioni Unite per alimentazione e agricoltura) e altre istituzioni internazionali, per combattere la fame e per sterminare parassiti di piante in colture e prodotti, favoriscono ed incentivano l’uso controllato dei fertilizzanti, dei pesticidi e delle biotecnologie nei Paesi in via di sviluppo.

Le biotecnologie per agricoltura e allevamento

Per biotecnologia si intende l’utilizzo di organismi viventi e di loro componenti (cellule ed enzimi) in numerosi processi produttivi connessi con l’agricoltura, l’industria alimentare e altri settori industriali. Le biotecnologie trovano applicazione in diversi settori (sanità, ambiente, energia), ma sono particolarmente importanti per il settore agroalimentare. Varietà vegetali, modificate con l’ingegneria genetica al fine di migliorarne le qualità nutrizionali, la resistenza alle malattie, la produttività e la tolleranza ai fattori nocivi, sono immesse sul mercato in numero sempre crescente. Ciò comporta, solitamente, un miglioramento dei cibi rispetto all’aspetto, alle dimensioni, alla qualità e all’assenza di organismi patogeni.

In relazione all’uso delle biotecnologie in agricoltura si è aperto, però, un acceso dibattito sull’introduzione degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Gli OGM sono organismi (piante, batteri o animali) il cui patrimonio genetico è stato modificato in laboratorio, allo scopo di ottenere produzioni più elevate, perché le piante risultano più resistenti agli insetti, ai parassiti, alle erbe infestanti, ecc. C’è chi sostiene che, con l’abbondanza di produzione che garantiscono, le colture transgeniche, a base di OGM, potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo; molti, invece, sostengono che potrebbero danneggiare le specie esistenti e provocare nell’uomo gravi malattie. In effetti, gli OGM forniscono prodotti di qualità a minor prezzo, ma sono ancora troppo recenti perché gli studiosi abbiano a disposizione dati certi sulle loro possibili controindicazioni. Per il consumatore è quindi importante rendersi conto se il prodotto da acquistare deriva o meno da coltivazioni o allevamenti trattati con OGM: la scelta poi spetterà a lui. Una pratica, invece, assai diffusa e accettata, per gli allevamenti, è la fecondazione artificiale, per mezzo della quale le vacche ricevono il seme di tori selezionati: la fecondazione è più sicura, presenta meno pericoli di trasmissione di contagi e malattie e le razze risultano più pure e resistenti.

In crescente uso è anche il trapianto di embrioni (embryo transfer), che garantisce risultati qualitativi ancora maggiori. In fase crescente di sperimentazione, con non poche polemiche, sono anche tecniche di clonazione, per cui, partendo da un elemento cellulare, si riproduce una gran quantità di cellule analoghe, della stessa specie. Queste nuove tecnologie sono applicate non solo all’allevamento dei bovini, ma anche a ovini, suini e polli: la prima pecora clonata si chiamava Dolly (5 luglio 1997). Secondo le previsioni della FAO, l’agricoltura dovrà nutrire 2 miliardi di persone in più nei prossimi 30 anni, con una base di risorse naturali sempre più debole: la sfida consiste nello sviluppo di tecnologie in grado di combinare numerosi obiettivi, ma oggi i ricercatori si occupano poco delle colture di base dell’alimentazione dei poveri, come manioca, patate, riso e frumento. La soluzione potrebbe essere quella di una coesistenza tra le varie forme di agricoltura: la Legge 28 gennaio 2005, n. 5, reca, infatti, disposizioni per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica.