Attrezzi e macchine agricole
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- Category: Aree tecnologiche
- Creato: 09 Giugno 2016
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Gli attrezzi manuali sono oggi, in gran parte, sostituiti da macchine operatrici, ma non per questo sono caduti in disuso: ad esempio, quando si pratica la coltivazione su piccoli appezzamenti (orticoltura familiare), oppure su terreni ad accesso difficoltoso per i mezzi meccanici, come in certe zone di collina e montagna, e quando necessitano operazioni molto precise (floricoltura), gli attrezzi agricoli manuali sono ancora molto utili, spesso indispensabili.
Tra i più comuni attrezzi per la lavorazione del terreno ricordiamo:
- la vanga è costituita da una lama metallica rettangolare o triangolare, concava o piatta, in cui si inserisce un manico in legno; con la vanga si opera il taglio ed il rivoltamento delle zolle di terreno;
- la zappa è formata da una lamina di ferro, leggermente curva, sul cui lato rettilineo è fissato un occhio nel quale si inserisce un manico di legno, con inclinazione di circa 80 gradi. È un attrezzo molto più versatile della vanga e può essere usato non solo per il taglio del terreno, ma anche per sarchiature, rincalzature, rinnovo;
- la pala è detta anche badile. Consiste in una lama larga, piatta o leggermente concava, collegata ad un lungo manico di legno.
Altri attrezzi usati principalmente per lavori di raccolta sono la falce, usata per tagliare l’erba, la forca, per raccogliere l’erba e caricarla sul carro, e il rastrello, derivato dalla zappa, ma con denti a pettine per raccogliere l’erba.
Le macchine agricole
Una moderna azienda agricola non può conseguire efficaci livelli produttivi senza ricorrere alla meccanizzazione: le macchine agricole sono strumenti destinati ad aiutare l’uomo nel lavoro dei campi, riducendo tempi e fatica, sfruttando al meglio le potenzialità del terreno. Esiste una grande varietà di macchine per le diverse esigenze, ma si possono, generalmente, suddividere in due gruppi: macchine motrici e macchine operatrici. Le macchine motrici hanno il compito di fornire energia meccanica, ottenuta trasformando energia termica in energia elettrica: tipico esemplare di queste è il trattore.

Le macchine operatrici, invece, più numerose e antiche, hanno il compito di utilizzare l’energia loro fornita dalla motrice per compiere un determinato lavoro. Possono essere trainate, portate o semoventi, adatte a compiere operazioni semplici (aratro, erpice, caricatore) o combinate (mietitrebbia, falcia-trincia-caricatrice) o addirittura polivalenti, quando effettuano operazioni diverse in tempi successivi (ranghinatrice) o sostituendo alcuni organi. Le macchine operatrici vengono classificate normalmente in base alla funzione specifica esercitata. Abbiamo così:
- macchine per le lavorazioni del terreno (aratro, vangatrice, erpice, zappatrice, rullo, sarchiatrice, ecc.);
- per l’impianto delle colture (seminatrice);
- per la concimazione (spandiletame);
- per la difesa e la protezione delle coltivazioni (irroratrice);
- per l’irrigazione (pompa idraulica, irrigatore semovente);
- per la raccolta dei prodotti (falciatrice, imballatrice, mietitrebbia);
- per la conservazione e la distribuzione dei prodotti (essiccatoio, insilatrice, carro distributore );
- per l’asportazione e l’eliminazione dei residui colturali (trinciatutto);
- per lavori agricoli e forestali vari (pulifossi, motosega, potatrice);
- per le industrie agrarie (mungitrice, torchio, frantoio);
- per trasporti e servizi dell’azienda (elevatore, carri e rimorchi).
Un’altra classificazione, forse meno immediata, usa dividere gli strumenti in base all’azione compiuta sul terreno. Si hanno così strumenti rovesciatori, discissori, rimescolatori, misti e speciali.

