Le caratteristiche dell’assonometria

Assonometria significa ‘misura sugli assi’ perché, una volta individuate le proiezioni dei tre assi del triedro fondamentale sul quadro assonometrico, non resta altro da fare che riportare lungo gli assi le misure dell’oggetto da rappresentare e mandare le opportune linee parallele agli assi stessi, che andranno a formare la proiezione assonometrica. Ma come si ricavano le proiezioni degli assi?

Gli elementi fondamentali dell’assonometria

Gli elementi fondamentali di riferimento per eseguire un’assonometria sono:

  • la terna fissa di piani ortogonali fra loro (π1, π2 e π3) corrispondenti a Piano Orizzontale, Piano Verticale e Piano Laterale del triedro nelle Proiezioni Ortogonali. Dalla loro intersezione deriva un triedro con tre assi cartesiani (x, y e z) e origine in O: le proiezioni di questi assi sul quadro assonometrico identificano gli assi dell’assonometria (x’, y’ e z’) con origine in O’;
  • il piano π (detto quadro assonometrico, coincidente col foglio da disegno), sul quale vengono proiettati gli assi del triedro;
  • la direzione d, lungo la quale si proiettano gli assi del triedro;
  • un’unità di misura u (detta anche coefficiente di riduzione) da misurarsi a partire dal punto di origine O: il rapporto fra le misure sugli assi reali (x, y e z) e quelle sui rispettivi assi proiettati sul quadro π  (x’, y’ e z’) è funzione dell’angolo formato dal quadro π con gli assi cartesiani e della direzione d dei raggi proiettanti;
  • il cosiddetto triangolo fondamentale, da riportare sul foglio da disegno, area definita dalle tracce di sezione del piano assonometrico all’interno del triedro: su di esso si riportano le proiezioni degli assi, con gli opportuni coefficienti di riduzione.

1. Gli elementi fondamentali dell’assonometria sono: 3 piani ortogonali (π1, π2 e π3), 3 assi cartesiani (x, y e z), un quadro assonometrico (π) con le relative tracce sul triedro che, incontrandosi con gli assi, determinano i punti Tx, Ty e Tz.

2. La proiezione degli assi cartesiani x, y e z sul quadro assonometrico determina una terna di segmenti x’, y’ e z’ che hanno origine in O’, proiezione di O, origine degli assi. Su questi tre segmenti, a partire da O’, vanno riportate le misure dell’oggetto proiettato in assonometria, eventualmente ridotte applicando un opportuno coefficiente di riduzione.

3. Visualizzazione tridimensionale riassuntiva del metodo delle proiezioni assonometriche: in questo caso l’assonometria è ortogonale e l’oggetto rappresentato è una poltrona.