La rappresentazione prospettica

La prospettiva è la rappresentazione grafica che ci restituisce l’immagine più somigliante alla realtà. Sul foglio bidimensionale del disegno, infatti, le linee tracciate defi niscono volumi e spazio a tre dimensioni, in modo rigoroso dal punto di vista geometrico e, al tempo stesso, verosimigliante, nonostante la proiezione avvenga da un unico punto di vista, come se guardassimo con un occhio solo.

La prospettiva, come metodo di rappresentazione dello spazio, prende origine dalle teorie degli artisti del Rinascimento (Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca). Ovviamente, più che gli aspetti artistici, a noi interessano gli elementi geometrici e tecnici. Anzitutto, la prospettiva è una proiezione su un piano (quadro prospettico) che avviene da un centro di proiezione posto a distanza finita da detto piano e con un raggio visuale limitato. Le figure che si formano sul piano di proiezione mostrano quindi non solo la faccia anteriore (come nelle Proiezioni Ortogonali) ma anche la vista laterale, debitamente “scorciata” (mentre nell’assonometria la vista laterale mantiene i lati paralleli). In tal modo si ottiene una rappresentazione degli oggetti nello spazio assai verosimile e aderente alla realtà visiva.

Secondo le norme UNI per il Disegno tecnico (Linguaggio, codici e metodi di rappresentazione per l’edilizia), la rappresentazione prospettica è una rappresentazione pittoriale realistica ottenuta proiettando l’oggetto da rappresentare da un punto a distanza finita (centro di proiezione) su un unico piano di proiezione (generalmente la superficie del disegno). La rappresentazione prospettica fornisce un’immagine visiva eccellente dell’oggetto (visione monoculare) ed è spesso utilizzata nei disegni di architettura.

Ferdinando Galli Bibiena, Prospettiva, schema di composizione dei tracciati di una chiesa.