La matita, il portamina e la matita a micromina

Il disegno geometrico e tecnico si esegue generalmente a tratto nero su foglio bianco: con la forza esercitata dalla mano, la punta della matita, costituita da un impasto di grafite e argilla inserito in un involucro di legno a sezione circolare o esagonale, si sfalda progressivamente lasciando sul foglio un tratto ben visibile.

La matita

Il disegno geometrico e tecnico si esegue generalmente a tratto nero su foglio bianco: con la forza esercitata dalla mano, la punta della matita, costituita da un impasto di grafite e argilla inserito in un involucro di legno a sezione circolare o esagonale, si sfalda progressivamente lasciando sul foglio un tratto ben visibile. La mina, il piccolo cilindretto nero o colorato contenuto nella matita, possiede ottima scorrevolezza, notevole potere coprente e lascia un tratto marcato, compatto ma facilmente cancellabile.

Il portamina

La punta della matita deve essere costantemente affilata: per questo, come alternativa all’uso di matite con involucro di legno che si accorciano rendendone scomoda l’impugnatura, si ricorre al portamina, un contenitore in metallo con un dispositivo a molla e pulsante che consente la fuoriuscita progressiva della mina (solitamente del diametro di 2 mm) e il suo bloccaggio nella posizione voluta.

La matita a micromina

Un’interessante alternativa alle matite in legno e ai portamina tradizionali sono le matite a micromina: speciali portamina con serbatoio contenente alcuni spaghetti sottilissimi (0,3-0,5-0,7 mm) di durezza diversa. L’utilità di questo strumento consiste soprattutto nel fatto che non c’è bisogno di affilare continuamente la mina (con il rischio di sporcare dita e disegno con la polvere di grafite).