materiali

L’uso di pelli di animali per coprirsi, per proteggere le estremità, per fabbricare tende e imbarcazioni risale alla più remota antichità. A quel tempo le pelli degli animali da preda, per poter essere utilizzate, venivano essiccate al sole e trattate successivamente con grasso animale...

La struttura di un robot è assimilabile a uno scheletro, cioè l’insieme dei pezzi che, opportunamente montati, reggono poi i motori e gli elementi speciali per la trasmissione e la trasformazione del movimento (cinghie, ingranaggi, ecc.) e per la raccolta di informazioni (sensori). La struttura deve essere resistente e indeformabile, per reggere i carichi e proteggere gli organi che contiene. Grande importanza, oltre al motore, hanno gli elementi di rilevamento, controllo e azione, collegati tra loro da sistemi di trasmissione meccanica.

Il cuoio è il materiale ricavato dalla pelle degli animali, in seguito ad un processo chiamato “concia”, la rende inalterabile e non soggetta a putrefazione. La principale caratteristica è quella di proteggere, consentendo la traspirazione (passaggio di vapore acqueo), a differenza di altri materiali (materiali plastici o sintetici).

Le materie plastiche sono facili da produrre, sono dotate di ottima lavorabilità e, sono usate in moltissimi settori. La tecnologia, miscelando diverse componenti, è in grado di fabbricare resine dotate di proprietà meccaniche e tecnologiche molto estese e quindi adatte a molteplici usi.

L’albero è materia organica vivente e, il suo legno può presentare numerosi difetti che spesso ne pregiudicano l’utilizzo tecnologico. Il tronco viene facilmente aggredito da insetti, muffe e parassiti che intaccano la corteccia e penetrano all’interno, producendo carie, infradiciamento e altri inconvenienti.

La plastica è una realtà plurale, per questo motivo è più corretto “materie plastiche”, ognuno con proprie caratteristiche, proprietà e campi di applicazione. In base alle normative DIN 7728 e 16780, ad ogni materia plastica è associata una sigla, che la identifica univocamente.

I polimeri sono delle macromolecole, cioè molecole ad elevato peso molecolare, in cui si ripetono unità di base dette monomeri. I polimeri possono essere naturali come il caucciù o la cellulosa, artificiali (modificazione chimica di quelli naturali), come la celluloide, o sintetici (creati chimicamente). I polimeri sintetici sono prodotti attraverso reazioni di polimerizzazione che si suddividono in due tipi: di poliaddizione e di policondensazione. Quando le molecole di partenza sono tutte uguali si parla di polimero vero e proprio, quando invece sono diverse si parla di copolimero

Nella vita quotidiana il termine “carta” viene usato non solo per indicare i fogli flessibili e sottili su cui scriviamo, ma anche per definire una grande varietà di prodotti, che hanno in comune la provenienza me il processo di lavorazione base, ma si differenziano per caratteristiche e usi diversi.

Il legno è stato il primo materiale utilizzato dall’uomo, fin dalla Preistoria. Ancora oggi, benché sostituito da altri materiali in diverse applicazioni, il legno resta un materiale molto importante e ampiamente utilizzato nell’industria e nell’artigianato.

La storia, materiale, arte, architettura, vetro piano, vetro cavo, lane e filati, altri vetri, salute e sicurezza.

Un’antica leggenda narra che un gruppo di marinai feniciaccesero un fuoco sulla spiaggia. Improvvisamente si accorsero, che dalla sabbia a contatto con il calore della fiamma, fluiva una sostanza viscosa e trasparente, che raffreddandosi solidificava. Era nato il vetro, materiale ancora oggi usatissimo in diverse applicazioni.

Per fibra tessile s’intende l’elemento fibroso che si presta ad essere filato (per avere maggiore lunghezza e resistenza), idoneo alla tessitura, alla tintura e alle altre lavorazioni che lo trasformano in tessuto. Fanno parte del settore economico legato all’industria tessile le seguenti lavorazioni:

La carta prodotta con maceri, refili di stampa, resi di giornali o riviste, scatoloni o cartonaggi in genere ecc., cioè senza l'utilizzo di pasta di legno o cellulosa vergini. L'impiego, ove possibile, di queste materie prime derivanti da prodotti cartari già utilizzati permette di limitare l'utilizzo di materie prime derivanti dal legno.

Gli archeologi fanno risalire a circa 10.000 anni fa la produzione dei primi manufatti e vasi di argilla cruda. Successivamente, con la cottura, si ottennero manufatti più resistenti e duraturi. L’industria della ceramica produce enormi quantità di piastrelle apparecchi sanitari e oggetti d’uso.

La concia è l’operazione principale di tutto il processo per ottenere il cuoio. L’azione della concia è dovuta alla presenza di sostanze chimiche particolari (enzimi), oppure vegetali (il tannino) che rendono la pelle imputrescibile (cioè non marcisce) e impermeabile; ulteriori operazioni meccaniche ne aumentano tenacità e resistenza, trasformandola in cuoio.

Per fabbricare la carta bisogna partire dal legno. I tronchi d’albero già tagliati giungono alla cartiera, passano nella scortecciatrice e vengono poi sminuzzati in pezzi molto piccoli, convogliati in uno speciale bollitore cilindrico in cui il legno viene mescolato con soda caustica a circa 170°C.

I tipi di lavorazione - La materia prima: la sabbia - Nel forno di fusione - Le reazioni chimiche durante la fusione.

Una fotocamera digitale cattura la luce attraverso l’obiettivo e l’otturatore, come la tradizionale macchina fotografi ca, ma, invece di impressionare una pellicola, digitalizza l’immagine mediante un piccolo chip, chiamato CCD. Digitalizzare signifi ca tradurre le informazioni in sequenze digitali (0/1), per poi raccoglierle in un file e immagazzinare il fi le in una scheda di memoria.

Nell’ambito produttivo, per legno si intende il tessuto vegetale, che costituisce il tronco, i rami e le radici degli alberi. Il percorso produttivo inizia nelle foreste, gli alberi vengono abbattuti, e prosegue nelle segherie, per un periodo di essiccamento, escono i semilavorati, adatti alle più svariate lavorazioni.